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Avellino 1912
1949: la promozione negata
Lunedì 07 Febbraio 2011 20:44 | Scritto da Daniele G | | |
Nel 1948 la FIGC riporta la Terza Serie al suo formato originario strutturato su quattro gironi. La formula della nuova serie C nazionale 1948-49 (la decima edizione) prevede un’unica promozione in Serie B per ciascuno dei quattro gironi e tre retrocessioni in Promozione.
Alla vigilia della stagione nell’Avellino si registrano cambiamenti dirigenziali, con la nomina del comm. Francesco Carpenito alla presidenza, del dottor Mario Malzoni a vicepresidente (poi presidente durante la stagione per incompatibilità di cariche dell’intendente di Finanza comm. Carpenito così come stabilito dal Ministero delle Finanze) e con quelle a consiglieri del comm. Francesco Lombardi, dell’avv. Angelo Scalpati, del cav. Giuseppe De Santis, del cav. Angelo Iannuzzi, del maresciallo Oscar Cirillo, del rag. Angelo Galasso, del cap. Nicola Portaro. La squadra è affidata ad Alfonso Ricciardi.
A poche giornate dal termine di un duro campionato il Catania si ritrova primo in classifica nel girone D meridionale ma con due gare in più rispetto all’Avellino che continua a tallonare la formazione etnea; le altre aspiranti alla promozione, Reggina, Benevento e Messina, sono oramai fuori dai giochi. A riaprire il campionato arriva, inspiegabilmente in ritardo, la decisione relativa alla mancata omologazione del pareggio ottenuto dal Catania contro l’Igea Virtus per irregolarità nella posizione del calciatore catanese Cavicchioli. In tal modo al termine del torneo il Catania si ritrova in cima alla classifica con 45 punti ma all’Avellino, sotto di due punti, manca una gara. All’ultima giornata per gli irpini è indispensabile vincere per agganciare la vetta della classifica ed il 12 giugno 1949 il Piazza d’Armi risulta pienissimo di tifosi pronti a spingere la squadra alla vittoria. Così è: l’Avellino batte per 2-1 l’Igea Virtus e guadagna il diritto allo spareggio.
La sede scelta per la finale è l’Arena Civica di Milano, laddove il 29 giugno 1949, agli ordini dell’arbitro Bellè di Venezia, gli irpini scendono in campo con questa formazione: Giudici, Carton, Fenzi, Lo Presti, Ferrante, Canelli, Kovacs, Morgia, Zanardi, Gennari, Fabbri. La partita è molto equilibrata, con i rossoazzurri che partono bene ma non concretizzano e l’Avellino che esce fuori alla distanza fino a trovare la rete decisiva a due minuti dalla fine grazie a Fabbri. Si tratta di una gara memorabile, raccontata dalla voce di Nicolò Carosio e della quale fortunatamente resta anche un documentario dall’archivio dell’Istituto Luce.
Gli irpini sono dunque è promossi ma al Catania resta la carta della giustizia sportiva. Da tempo infatti la società etnea ha in mano delle lettere di denuncia nei confronti della società irpina che possono cambiare il destino della stagione; ed ora che hanno perso la finale decidono di far uso di queste risorse. L’accusa per l’Avellino: aver pagato allo Stabia un premio per battere il Catania e di avere successivamente ottenuto allo stesso modo un’accomodante vittoria nello scontro diretto con la stessa formazione di Castellammare. Il Catania, per dimostrare l’illecito, si avvale delle dichiarazioni di due ex calciatori avellinesi, Staffiero e Marciano che, per vecchi rancori nei confronti della società e per ottenere denaro in cambio di informazioni, asseriscono di essere a conoscenza di quel tentativo di illecito. Per caricare l’ambiente, in quell’occasione il commissario straordinario del club etneo Fazio, pronuncia alla radio la storica frase: “Abbiamo perso sul campo, ma vinceremo a tavolino. Viva S.Agata”.
Il problema è reperire le prove e a questo ci pensa lo stesso Catania che mette a punto un bel piano: incontrare Staffiero a Catania e farne ascoltare le parole dal Commissario di Polizia Musumeci, nascosto dietro una tenda. Come si suol dire, due piccioni con una fava: l’Avellino accusato di corruzione e Staffiero di tentata truffa ai danni del Catania. Da qui parte l’indagine giudiziaria.
In ambito sportivo, dopo vari giudizi si arriva a quelli della CAF e della Commissione di appello federale. A nulla valgono i ricorsi dell’avv. Olindo Preziosi: il Catania è promosso in serie B mentre l’Avellino è ritenuto colpevole di corruzione nei confronti dello Stabia e quindi collocato all’ultimo posto in classifica ovvero retrocesso in D.
E’ da notare come la decisione della Lega non sia basata sul risultato di un’indagine federale bensì sulle informazioni raccolte dalla Questura di Catania nell’ambito delle indagini penali. E’ questa la prima volta in cui la Lega tiene conto di un’inchiesta giudiziaria e non di una effettuata da propri funzionari. Cosa peraltro contraria al suo stesso statuto.
Fatto sta che l’Avellino dopo aver conquistato la promozione nella storica finale di Milano, si ritrova in serie D con un lungo cammino davanti a sè per conquistare il calcio che conta. Solo nella stagione 1972-73 l’Avellino conquisterà quella serie B negata.
Stagione 1948-49 – Campionato di serie C
Girone D
Punti
G
V
N
P
GF
GS
1
Avellino[1]
45
34
18
9
7
58
33
2
Catania
45
34
16
13
5
48
27
3
Benevento
43
34
19
5
10
48
30
4
Reggina
42
34
17
8
9
53
42
5
Messina
40
34
15
10
9
56
32
6
Cosenza
35
34
14
7
13
51
53
7
Foggia
33
34
10
13
11
38
44
7
Stabia
33
34
12
9
13
38
44
7
Igea Virtus
33
34
11
11
12
48
53
7
Nocerina
33
34
12
9
13
46
57
7
Drepanum
33
34
11
11
12
33
32
12
Acireale
32
34
10
12
12
24
33
13
Brindisi
31
34
13
5
16
46
54
14
Crotone
29
34
10
9
15
37
47
15
A. Messina
28
34
10
8
16
50
48
15
Catanzaro
28
34
11
6
17
42
51
17
Torrese [2]
24
34
8
9
17
41
54
18
M. Potenza
24
34
9
6
19
33
55
19
Scafatese[3]
-
-
-
-
-
-
-
Verdetti
* Fanfulla, Udinese, Prato e Catania promosse in Serie B 1949-50.
* Avellino e Monticchio retrocesse in Interregionale 1949-50.
* Scafatese retrocessa e fallita.
Note:
[1] Avellino collocato all’ultimo posto per illecito sportivo.
1. Das ist einfach. Alles, was Sie tun müssen, ist, ihnen zu sagen, daß sie angegriffen werden und die Kriegsgegner dafür zu denunzieren, daß ihnen Patriotismus fehlt und sie das Land einer Gefahr aussetzen. Es funktioniert in jedem Land gleichermaßen -
- Che abbia voce o no, il popolo può essere sempre portato al volere dei capi. È facile. Tutto quello che dovete fare è dir loro che sono attaccati, e denunciare i pacifisti per mancanza di patriottismo, in quanto espongono il paese al pericolo. Funziona allo stesso modo in tutti i paesi.
Hermann Wilhelm Göring
2.
Cosa Nostra si è seppellita e si prepara a farsi dimenticare
Giancarlo Caselli
3.
Questo messaggio lo dedichiamo ai folli. A tutti coloro che vedono le cose in modo diverso. Potete citarli. Essere in disaccordo con loro. Potete glorificarli o denigrarli, ma l’unica cosa che non potete fare è ignorarli. Perchè riescono a cambiare le cose. E mentre qualcuno potrebbe definirli folli, noi ne vediamo il genio. Perchè solo coloro che sono abbastanza folli da pensare di poter cambiare il mondo, lo cambiano davvero