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Cosa Nostra si è seppellita e si prepara a farsi dimenticare

Giancarlo Caselli

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Venerdì 22 luglio 2011 -ore 10

In collaborazione con Tiscali, in anteprima assoluta "G-Gate - Genova 2001, il massacro del G8", il documentario firmato dai giornalisti Franco Fracassi e Massimo Lauria. 

A dieci anni esatti l'inchiesta - prodotta da Telemaco - cerca di fare luce su quelle tragiche giornate.

Visione unica (pertanto senza replica) dalle ore 10 alle ore 12.15.
 
G-Gate Genova 2001
 
 
 
 
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Il 19 luglio 2011 Opinione Irpina si è schierata nuovamente contro la mafia e per gli eroi della legalità.

Dalle ore 10 e in loop per tutto il giorno- in occasione dell'anniversario della strage di via D'Amelio dove morirono Paolo Borsellino e cinque agenti della scorta – Opinione Irpina rilancia #falconeborsellino, maratona online con Rita e Salvatore Borsellino. Viene trasmesso esclusiva il documentario "In un altro Paese" di Marco Turco: novanta minuti di ricostruzione dei rapporti Stato-Mafia con le testimonianze dei magistrati coraggiosi in lotta contro Cosa Nostra.

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Il successo dell'iniziativa fa ben sperare nella memoria sempre viva per quelle vicende.

La maratona ed il documentario trasmesso sono ora disponibili on demand. Buona visione!

 

 

 
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Opinione Irpina si schiera nuovamente contro la mafia e per gli eroi della legalità.

Martedì prossimo19 luglio dalle ore 10 - in occasione dell'anniversario della strage di via D'Amelio dove morirono Paolo Borsellino e cinque agenti della scorta – Opinione Irpina rilancerà #falconeborsellino, una maratona online con Rita e Salvatore Borsellino. Verrà trasmesso in esclusiva il documentario "In un altro Paese" di Marco Turco: novanta minuti di ricostruzione dei rapporti Stato-Mafia con le testimonianze dei magistrati coraggiosi in lotta contro Cosa Nostra.

 

Dal comunicato stampa di Altratv.tv

A diciannove anni dalla strage di via D’Amelio, la rete ricorda Falcone e Borsellino con la trasmissione in esclusiva del documentario “In un altro Paese”.

Nella maratona web gli interventi di Salvatore e Rita Borsellino. “Il nostro grido di allarme e dolore è stato raccolto da qualcuno e ignorato da troppi. E il silenzio, la solitudine, l'indifferenza sono ancora i nemici peggiori di magistrati e cittadini impegnati per la legalità”, afferma Rita Borsellino.

Ho fiducia nei magistrati e nei giovani che fanno camminare sulle loro gambe le idee di Paolo. Per me oggi i giovani sono più attenti alla storia del nostro Paese. E hanno fatto rinascere in me la speranza che si possa arrivare alla verità”, dice Salvatore Borsellino.

Roma, 14 luglio 2011 – Il 19 luglio 1992 un altro attentato mafioso sconvolge Palermo e il Paese intero. Paolo Borsellino viene ucciso in via D’Amelio, sotto casa della madre, con i suoi cinque agenti della scorta. Due mesi prima nella strage di Capaci perdono la vita Giovanni Falcone, sua moglie e tre agenti della scorta.

A diciannove anni dal brutale attentato tutta la rete rende omaggio ai due eroi che hanno avviato la battaglia contro Cosa Nostra. Martedì 19 luglio dalle ore 10 in diretta “a rete unificata” su Altratv.tv, su centinaia di micro web tv, blog e videoblog, web radio, micro media iperlocali e sui network editoriali il documentario In un altro Paese di Marco Turco, tratto dal libro di Alexander Stille “Excellent cadavers. The Mafia and the Death of the First Italian Republic” (Cadaveri eccellenti. La mafia e la morte della prima Repubblica italiana). L’opera, prodotta da DocLab, ripercorre la storia della mafia dalla fine degli anni 70 ai giorni nostri, ricostruendo i legami tra Cosa Nostra e lo Stato italiano. Novanta minuti densi di fatti e testimonianze che prendono avvio dalla storia del maxi-processo di Palermo e dei due magistrati che lo hanno reso possibile, Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. La storia del più grande processo anti-mafia mai celebrato, ma anche la storia di una lenta, inesorabile morte. “In un altro Paese – racconta Alexander Stille - gli artefici di una tale vittoria sarebbero stati considerati un patrimonio nazionale. Dopo aver vinto la prima battaglia a Palermo, ci si sarebbe aspettato che Falcone e i suoi colleghi fossero messi nelle condizioni di vincere la guerra. Invece in Italia avvenne proprio il contrario”.

Durante la maratona condotta da Giampaolo Colletti insieme a Anna Volpe e Davide Fonda prenderanno parte in webcam via Skype Rita e Salvatore Borsellino. Nella trasmissione parteciperanno Danilo Sulis (Radio Cento Passi) e Pino Maniaci (Telejato), responsabili di due media dal basso espressione del ruolo di denuncia e presidio del territorio per la lotta alla mafia.

Afferma Rita Borsellino: “Diciannove anni da quel giorno. Di cose ne sono cambiate, ma non tutte quelle che avevamo sperato. Oggi abbiamo una sola certezza: siamo stati presi in giro. Si sono fatti beffe di noi, hanno riso del nostro dolore. E non c'è ancora la verità. Abbiamo continuato a parlare, a denunciare, fino alla nausea. Abbiamo continuato a farlo in questi diciannove anni e questo grido di allarme e di dolore è stato raccolto da qualcuno e ignorato da troppi. E il silenzio, la solitudine, l'indifferenzasono ancora i nemici peggiori di magistrati e cittadini impegnati per la legalità”.

Precisa Salvatore Borsellino: “Io distinguo tra ricordo e memoria. La memoria per me vuole dire impedire che la gente dimentichi e su queste stragi cada l’oblio. Ad oggi non è stata fatta giustizia e non si conoscono i veri mandanti. Per me non è stata una strage di mafia ma una strage di Stato. In questi ultimi mesi finalmente tanti personaggi hanno ritrovato la memoria parlando della trattativa e cominciano a ricomporsi i pezzi di un puzzle che spero presto arrivi al suo compimento. Si deve sapere chi ha condotto la trattativa e perché mio fratello è stato eliminato. Credo peraltro che sia stato ucciso perché si è opposto a quella trattativa. Mi aspetto che ai magistrati venga consentito di fare il loro lavoro perché su D’Amelio si stanno addensando anche gli strali su chi – ritengo – li voglia fermare. Comunque io ho fiducia in loro e nei giovani che fanno camminare sulle loro gambe le idee di Paolo. Ho ricominciato a parlare dopo quasi dieci anni di silenzio, e questo anche grazie al documentario In un altro Paese. Oggi i giovani sono molto più attenti alla storia del nostro Paese, cercano di capire. E questi giovani hanno fatto rinascere in me la speranza che si possa arrivare alla verità”.

Nel documentario “In un altro Paese” intervengono i giudici istruttori del primo pool anti-mafia Leonardo Guarnotta e Giuseppe Di Lello, il pm al maxiprocesso Giuseppe Ayala, i magistrati Ignazio De Francisci, Antonio Ingroia e Francesco Lo Voi, il giornalista Francesco La Licata e Letizia Battaglia fotografa di punta nella documentazione dei crimini di mafia.

 
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BattiQuorum IrpiniaAl di là di alcuni abusi, la partecipazione ai referendum misura la capacità di un popolo di utilizzare al meglio il potere che deriva da questo strumento di democrazia diretta.
Nella normalità le due posizioni contrapposte rispetto ai quesiti dovrebbero essere quelle del SI e del No; eppure il fronte del No ha un potente alleato nell'astensionismo pilotato.

Inutile richiamare le solite polemiche del caso ma vale la pena sottolineare qualche "anomalia".

L'astensionismo è ben voluto dalla politica quando si tratta di referendum eppure è mal tollerato quando si vota (ad esempio) per il Parlamento; in ques'utlima circostanza è oramai abituale la richiesta di presenza in massa alle urne  con eventuale "chiamata alle armi" degli elettori da parte dei candidati.

Un'altra atipicità sta nel fatto che l'astensionismo spesso non si prefigura come un'astensione nel merito ma come un NO che sfrutta la debolezza del meccanismo; si organizza, prepara spot a favore dell'assenza pur dicendo NO ai quesiti referendari.

In queste settimane c'è una lotta in atto tra chi vuole informare i cittadini e chi invece fa di tutto per scoraggiare la partecipazione al voto con l’obiettivo di non far raggiungere il fatidico quorum del 50% + 1 degli elettori senza il quale il referendum sarebbe nullo.
Qualcuno doveva parlarne anche in Irpinia! Si spiega così l'iniziativa BattiQuorum - Irpinia con relativo evento su Facebook.

Non rinunciate coscientemente ad esercitare un diritto; a meno che non vi fidiate ciecamente dell'attuale classe politica.

 
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1. Das ist einfach. Alles, was Sie tun müssen, ist, ihnen zu sagen, daß sie angegriffen werden und die Kriegsgegner dafür zu denunzieren, daß ihnen Patriotismus fehlt und sie das Land einer Gefahr aussetzen. Es funktioniert in jedem Land gleichermaßen - - Che abbia voce o no, il popolo può essere sempre portato al volere dei capi. È facile. Tutto quello che dovete fare è dir loro che sono attaccati, e denunciare i pacifisti per mancanza di patriottismo, in quanto espongono il paese al pericolo. Funziona allo stesso modo in tutti i paesi.

Hermann Wilhelm Göring

2. Cosa Nostra si è seppellita e si prepara a farsi dimenticare

Giancarlo Caselli

3. Questo messaggio lo dedichiamo ai folli. A tutti coloro che vedono le cose in modo diverso. Potete citarli. Essere in disaccordo con loro. Potete glorificarli o denigrarli, ma l’unica cosa che non potete fare è ignorarli. Perchè riescono a cambiare le cose. E mentre qualcuno potrebbe definirli folli, noi ne vediamo il genio. Perchè solo coloro che sono abbastanza folli da pensare di poter cambiare il mondo, lo cambiano davvero

Mahatma Gandhi

 

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