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Delitto al Corso (hanno ucciso il Cavaliere)
di Franco Festa
Avete presente i racconti che le nostre nonne ci facevano della loro giovinezza? Mia nonna, mentre rigirava il sugo sul fuoco, mi descriveva com'era la sua giornata quando era ragazza e faceva l'apprendista "sart' e' biancheria": una Avellino antica si espandeva nella mia mente, riuscivo ad immaginare quelle strade, le case, la gente, tutto color seppia. "Delitto al corso" di Franco Festa, riesce a ricreare questi itinerari immaginari, è una macchina del tempo che ti porta a passeggiare nella Avellino di un tempo, e ti prende tutti i sensi. Perchè lungo la pista tracciata dal commissario Melillo alla ricerca dell'assassino, senti il freddo umido del primo mattino, ne vedi il vapore dalla bocca, senti un odore sconosciuto dentro i portoni che si spalancano sui cortili interni, tocchi stoffe e oggetti dimenticati, il tutto avvolto in un'atmosfera noir delicata. Il delitto, in sottofondo, non aggredisce la trama, ma è la cornice che mostra i personaggi, quanto sanno tutto di tutti, legati tra di loro da drammi condivisi, gli stessi drammi che al di là del tempo ritroviamo in una piccola città di provincia.
Suggestivo.





















