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I luoghi della memoria. Ricordi e pensieri di una vita 

di Martino Pirone 

Dalla presentazione:

Semplice, scritto con l’amore di chi, famiglia a parte, si è totalmente dedicato al lavoro con sacrifici anche non da poco, con la soddisfazione, però, di veder finalmente coronati i suoi sogni.
Nel leggere “I luoghi della memoria. Ricordi e pensieri di una vita” di Martino Pirone appare nitida la conoscenza non solo dei paesi e delle diverse località citate, ma anche della Storia di quei siti. Segno  questo non soltanto della cultura del Nostro autore ma anche della tenace onestà che lo hanno contraddistinto sia sul lavoro che nella vita di tutti i giorni.
E’ uno dei pochi “diari” così precisi e fedeli che è capitato di leggere alla sottoscritta. Non posso pertanto che compiacermi con l’autore verso il quale ho sempre nutrito sentimenti di grande stima. E si badi bene, la nostra conoscenza risale a molto, molto tempo fa.

Anna Maria Gandini *

* Giornalista e scrittrice varesina, già corrispondente della Rai, del Corriere della Sera e de La Prealpina.

 

Martino Pirone - I luoghi della memoriaNote dell’autore


Per ogni essere umano sono molti i luoghi della memoria. Il primo è il paese natio, dove si affondano le prime radici, si racconta il cammino che si è percorso in quella comunità e si rievocano le prime vicende passate. Ci sono poi altri luoghi in cui abbiamo vissuto e nei quali ricorderemo alcuni avvenimenti che vi sono accaduti, che hanno modificato il costume ed i comportamenti della collettività e di riflesso, in qualche modo, anche il nostro modo di agire.   Infine arriveremo ai ricordi del recente passato che riguarda il luogo in cui attualmente viviamo o abbiamo recentemente vissuto.
Ritengo opportuno a questo punto riportare la dedica fattami da un amico, il prof. A. Papale – già Assessore alle Politiche Educative del Comune di Varese – sul volume che mi ha regalato “Or mè paees l’è on paradis” (Il mio paese è un paradiso), che parla della storia di Varese – Città Giardino - : “Il luogo in cui viviamo contribuisce a costruire le nostre radici e la nostra identità dandoci l’opportunità di esprimere  interamente le nostre capacità e potenzialità umane”.
Ho deciso di rincorrere e fissare per iscritto questi ricordi, più o meno precisi o confusi, che si affastellano nella memoria perché, oltre ad essere testimonianze ed esperienze della mia vita, con tanti aspetti
negativi e positivi, sono uno spaccato del modo di vivere anche dei miei conterranei e un po’ di tutto il nostro Paese in generale durante la seconda metà del secolo scorso.

 

 

Postfazione dell’Editore


Per un viandante è un continuo esercizio di stupore gettare lo sguardo sui passi che costruiscono il suo cammino.  Proprio come fa Martino Pirone, che in questo libro riavvolge, fotogramma per fotogramma, il lungometraggio di una vita, mettendo a fuoco i momenti più significativi del suo andirivieni di ricordi tra il paese natio, Monteforte Irpino, e quella altrettanto meravigliosa terra di Lombardia che lo ha accolto e gli ha offerto significative opportunità personali e professionali.   C’è, però, un filo unico che lega le vicissitudini esistenziali di Pirone: il timbro longobardo che costituisce la cifra più vera dell’irrequietezza intellettuale di questo “vichingo” impastato in Irpinia e cementato nel Varesotto.   Per questo, il libro che ci consegna costituisce, difatti, uno spartito intelligibile delle numerose armonie che il tempo è riuscito a scandire con l’orchestra di ricordi che Martino vi ha iscritto spargendo note di nostalgia.   Ma il suo vuole essere anche un prezioso viatico per chi, penso soprattutto ai più giovani, vuole risalire, ricalcando le sue orme, quell’emozionante viaggio della memoria che ha colori e suoni della realtà che lo ha generato, per capire che ogni viaggio è infinito se è spinto dal cuore.

Antonio Blasotta

 

 

Dalla prefazione


L’autore Martino Pirone nel suo inedito racconto autobiografico, svela una serie di “fatti e misfatti” di una società ormai decadente, lontana cioè dai crismi della civiltà e di quell’etica più volte negata, da parte anche di alcune istituzioni. Uno spaccato, insomma, della società italiana “Nord e Sud”, rivisitata a confronto con usanze e costumi, cultura e politica, con quei tratti umani e caratteriali infine, e la solidità delle tenaci convinzioni morali ed intellettuali dell’autore che denotano un elevato grado di civiltà, doti assai nobili che in questo racconto ho trovato per pochi eletti.
Il racconto, eloquente tanto nei ricordi quanto nella vivida memoria che circonda gli infausti eventi  di vita familiare, fa emergere in tutta la sua lucidità “i luoghi della memoria”. Ricordi e pensieri emersi talvolta in superficie della sua vita, persino avventurosa quel tanto che basta, per scoprire aneddoti che non trascura di annotare nel racconto nostalgico della sua estrazione medio borghese: un’esperienza professionale la sua, maturata nella pubblica amministrazione, che gli consentirà, talvolta, di salire sul podio per un plauso meritato.
Alcuni segmenti letterali evidenziano sovente concetti straordinari sull’amicizia, sulla morale comune d’ogni uomo e nei ricordi adolescenziali; ma anche alcune didascalie ricercate su siti archeologici, storici e monumentali, dal barocco al neoclassico, facenti parte tutti dell’immenso bagaglio culturale maturato dall’autore in tutta la sua vita.
Emerge, e lo si nota sin dalla lettura delle prime pagine di questo libro, l’handicap del riscatto che talvolta gli ha stretto i polsi della sua innata libertà. Libertà, passione e profondo senso civile che fanno da guida spirituale a Martino Pirone, che ha sempre mostrato, in quella sua voce perbene del Sud, il valore culturale di un uomo: un autore del Sud.

Paolo Tolu

 
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