La pecora (pseudo) egualitaria nasce quasi sempre in un umile gregge, dove tra semplicità, solidarietà e condivisione si annidano tracce di rancore verso coloro che posseggono di più; incanalando tale livore nella protesta politica, giustificano in siffatto ovino anche il dissenso estremo verso coloro che padroneggiano nonché l’abuso del potere coercitivo finalizzato al conseguimento dell'uguaglianza. Il risentimento e l’invidia sociale la accompagnano per il resto della vita.
Crescendo, tale sentimento è corroborato dalla voglia di emergere e laddove i risultati di tale competizione arrivano, la pecora (pseudo) egualitaria finalizza i suoi risultati solo in termini di patrimonio; immemore degli ideali di egualitarismo, si abbandona all’ostentazione, giustificando le carenze verso gli altri aspetti dell’esistenza con la necessità dei sacrifici per il mantenimento di una vita agiata per sé e la famiglia. Facile da individuare, rappresenta comunque un pericolo per la credibilità del malcontento spontaneo e per la disillusione che rischia di diffondere in coloro che con autenticità sostengono l'uguaglianza dei diritti e delle opportunità in ambito politico, economico, sociale e civile.
La pecora distorta
Sabato 03 Marzo 2012 15:17 | Scritto da Daniele G | | |
Caratterizzata da una limitata rettitudine morale, fa di tutto per emergere ed assumere un compito nel gruppo; allorquando ci riesce, tende poi mantenerlo ad ogni costo.
Si lamenta del fardello da sostenere a causa dei compiti assegnatigli volendo sottolineare lo spirito di sacrificio che dovrebbe essergli riconosciuto.
Costruisce la propria indispensabilità mantenendo gli altri nell'ignoranza; ciò gli permette di esercitare una forma di potere, contribuendo in tal modo al rafforzamento della propria stima di sé.
Non disdegna la denigrazione dei possibili sostituti, arrivando finanche a boicottarli.
E' un'animale pericoloso e come tale va trattato.
La pecora non votante
Lunedì 23 Maggio 2011 22:58 | Scritto da Daniele G | | |
La pecora non votante (da non confondere con la pecora apolitica) finge di astenersi per un atto di protesta verso il sistema; crede di ingannare se stessa e gli altri definendo la propria apaticità come un atto rivoluzionario. Inconsapevole di riuscire malamente a nascondere la propria banale ignoranza, l'esclusivo interesse al bucolico diletto.
Nella maggior parte dei casi però la pecora non votante ha semplicemente un'indole lamentosa; laddove la protesta è pretestuosa, qualunquista, fine a se stessa e giammai costruttiva.
La pecora infame
Martedì 15 Febbraio 2011 16:59 | Scritto da Daniele G | | |
La smania di migliorare e l'universalità di applicazione delle proposte della pecora contestatrice, la espongono al rischio di non riconoscere la "pecora infame". Si tratta di una particolare razza ovina dal carattere semplicisticamente etichettato come polemico e lamentoso; in realtà rappresenta un concentrato di negatività e malcostume pericoloso per il buon andamento del gregge.
La pecora infame sparla e contesta per dissimulare, spesso riferisce delle animosità degli altri allo stesso contestato. Tra il subdolo ed il caustico, le sue tecniche sono quelle del sotterfugio, della polemica e del vittimismo. Ha come unico fine quello di sfruttare a proprio vantaggio la consuetudine, polemizzando peraltro verso coloro che si nutrono dei frutti che lei non riesce a raggiungere. Confonde l'amico con il complice o il compare e giustifica ogni sua malefatta come una doverosa risposta ad un misfatto altrui.
Alle sue parole in genere non dà seguito con i fatti, non denuncia mai essendo parte dello stesso sistema che tanto critica; resta comunque pericolosa per il miscuglio di disfattismo, stress emotivo, nervosismo e sterili provocazioni che diffonde.
E' d'obbligo quindi per la contestatrice individuare la pecora infame del gregge così da adoperarsi per limitarne il raggio d'azione.
Il duello emotivo con la pecora rassegnata
Sabato 29 Gennaio 2011 15:50 | Scritto da Daniele G | | |
La pecora rassegnata è una compagna tanto preziosa quanto pericolosa per la pecora contestatrice; è infatti una stuzzicante valvola di sfogo per la sua capacità di ascoltare gli improperi della pecora che sclera verso il sistema; ha però anche tanti argomenti che possono demotivare, tutti riassumibili dal detto "una pecora non può spostare una montagna".
La pecora remissiva ascolta i ruggiti della collega, la accompagna con accondiscendenza nel suo costante ruminare pensieri trasudanti combattività. E lo fa guardando la pecora reattiva con profondi occhi di pena.
Se la pecora contestatrice non cede al disfattismo della pecora inerte, con rinnovato vigore restituisce quella pena al mittente tramutandolo in un essere esanime; se invece si fa sopraffare dall'emotività e dalla negatività ha come unico destino la disillusione perpetua.