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Dopo i fuochi di san Giuseppe e i fuochi di sant'Antonio, dopo le alzate dei pannetti, le processioni solenni e i torbidi umori instillati nelle comunità civili e religiose, forse potremo avere un po' di tempo per la riflessione: vinti, vincitori ed esclusi. A chi osservasse i numeri usciti dalle urne, nella loro algida e persino prevista sequenza, balzerebbe agli occhi l'immagine di una città sostanzialmente ferma, immobile, nei contenitori, e in ebollizione nel contenuto dei medesimi. In un frenetico rimescolamento da una parte e dall’altra, di acquisti e cessioni di quote e candidati, in un processo osmotico che ha di fatto omogeneizzato il listone unico… “Noi sciogliamo Atripalda”.

Tutto sarà più chiaro nelle prossime settimane, ma sin da ora si possono evidenziare alcuni dati inconfutabili. Lo stesso numero di votanti nel 2012, anzi un po’ meno; le stesse liste del 2012, 4, anzi 2 + 2; lo stesso numero di voti validi recuperato da un centinaio di schede bianche e nulle. Insomma una grande ammuina che ha lasciato, contrariamente a quello che poteva sembrare, e qualcuno aveva fatto credere, tutto come prima.

E i ruoli, si dirà? E gli esclusi, i trombati, le new entry? Un minuetto, una quadriglia, un gioco di ruolo: da Spagnuolo a Spagnuolo, dall’udc, all’udc, dalla implosione piedìna, alla implosione piedìna (fuori nel 2012 Nancy e Tony e fuori nel 2017, il vincitore di allora, Tuccia). E fuori, ma della partita, Laurenzano e Prezioso. Archiviata una campagna elettorale opaca e velenosa (altro che i reciproci attestati degli Spagnuolo contro… di onestà, lealtà, trasparenza) sentiremo ancora parlare di obblighi contratti e tradimenti, di promesse non mantenute e pattuizioni, che oggi tutti frettolosamente fingono di dimenticare. No, non è stata una bella campagna elettorale. E oggi, mentre viene ufficializzata la composizione della nuova Giunta, già si manifestano le prime crepe e le questioni ‘implicite’, a partire dalla verifica sulla eleggibilità, che ne segnano i fragili equilibri interni.

“Piazza Grande”, fuori dal Consiglio Comunale, ma fortemente radicata nella città, riparte dal diffuso apprezzamento sulla qualità del suo candidato sindaco Nunzia Battista, dalla sobrietà e dalla serietà dell’impegno programmatico su bilancio, innovazione, Puc, solidarietà sociale, cultura; dall’entusiasmo e dalla genuina passione dei suoi candidati e dalla convinzione che la sua generosa testimonianza e la sua capacità di proposta alimenti, nella comunità cittadina, un serio confronto sulle idee e sulle cose.

Raffaele La Sala

Coordinatore di Piazza Grande

Il responso delle urne è così chiaro che non ha bisogno di commento. L’elettorato ha ‘scelto’ e, invece che il cambiamento e la sfida sul futuro, ha scelto un modello di gestione amministrativa ripiegato sulle più inquietanti liturgie di un passato che, a parole, voleva cancellare.

Noi di Piazza Grande, pertanto, orgogliosi della nostra generosa battaglia per la legalità, la trasparenza, la sana amministrazione della cosa pubblica, non ci sentiamo sconfitti. Preferiamo credere, piuttosto, che i nostri coraggiosi candidati e sostenitori rappresentino l’avanguardia di un futuro meno opaco e avvilente dell’oggi. Il fatto che gli elettori, spesso pesantemente sollecitati, si siano concentrati su due sole liste (espressione peraltro dello stesso retroterra politico ed organizzativo) ci impegna, anche fuori dall’aula consiliare, ad una attenta azione di vigilanza civica. Che la città abbia rinunziato, in questa occasione, all’unica opposizione amministrativa capace e coerente, è un pessimo segno. Ci auguriamo che i cittadini riescano ad esercitare, anche nell’appiattimento della  normalizzazione in atto,  tutte le forme più efficaci di partecipazione e di controllo.

Agli amministratori neoeletti l’augurio non formale che sappiano far prevalere l’interesse pubblico ed una sincera e consapevole attenzione al bene comune; e che operino, soprattutto,  per la reale pacificazione di una città sempre più impaurita e servile. 

Il 6 e 7 giugno, nell'Auditorium di Torella dei Lombardi si è svolta la prima parte di un modulo formativo riservato ai docenti dell'Istituto Comprensivo "V. Criscuoli" di Sant'Angelo dei Lombardi. Già il titolo del corso, "Cineforum e Formazione", è molto eloquente: è un percorso di auto-formazione articolato in quattro sedute pomeridiane di tre ore ciascuna. L'idea di fondo si è incentrata sulla formula del cineforum ed è scaturita dall'esigenza di strutturare le esperienze di formazione secondo modalità piacevoli, coinvolgenti ed alternative. Durante i primi 2 incontri sono state proiettate le quattro puntate dello sceneggiato "Diario di un maestro", prodotto e trasmesso dalla Rai nel 1973, regia di Vittorio De Seta, interpretato dal compianto Bruno Cirino, un validissimo attore napoletano proveniente dal teatro di Eduardo De Filippo, prematuramente scomparso a causa di un incidente automobilistico. Per inciso, era il fratello maggiore di Paolo Cirino Pomicino, il noto esponente della corrente politica democristiana che faceva capo a Giulio Andreotti. Lo sceneggiato è liberamente ispirato ad un bel reportage narrativo: "Un anno a Pietralata", scritto da Albino Bernardini. Ho riscontrato, con piacere, che la trama dello sceneggiato è riuscita a catturare l'interesse della folta platea, che in genere si annoia a morte durante i corsi di aggiornamento tenuti a scuola. Dopo la proiezione si è aperto un vivace dibattito sulle tematiche suggerite dal film, aggiornate e trasferite nel contesto della realtà odierna della scuola. Il forum ha fornito quindi l'occasione propizia in cui ci siamo potuti confrontare in modo libero e sereno, raccontando le nostre esperienze ed opinoni personali, nonché i dubbi e le perplessità nutrite in materia di didattica alternativa e di pedagogia attiva, soffermandoci sui problemi più concreti e quotidiani della scuola, sui ragazzi in carne ed ossa, sulla loro sfera emotiva-affettiva-esistenziale, sui loro bisogni formativi ed interessi culturali, che dovrebbero essere posti al centro dell'agenda di chi governa l'istruzione pubblica, in luogo dei progettifici, delle scartoffie e della burocrazia digitale. Le prossime due date, il 12 e 14 giugno, gli insegnanti saranno impegnati in attività laboratoriali di gruppo e parteciperanno ad un seminario sulla dislessia, che farà seguito alla proiezione di un film indiano uscito nel 2007: "Stelle sulla terra".

Lucio Garofalo

AQUILONIA – Aquilonia chiama, Montclair risponde. Ancora poche ore è l’inizio di una nuova ed affascinante avventura, programmata nel tempo, prenderà corpo nella nostra cara provincia. Infatti, dal prossimo 12 giugno e per i successivi 8 giorni, la delegazione americana della ridente cittadina del New Jersey, capeggiata dal sindaco Robert David Jackson, sarà ospite della comunità aquiloniese.  Un impegno che parte da lontano, molto lontano, nato dalla volontà dell’Associazione Aquilonia-Carbonara e dall’amministrazione comunale aquiloniese, del primo cittadino Giancarlo De Vito il quale, nelle scorse settimane, ha ufficializzato il patto di gemellaggio con la cittadina americana di Montclair.

Il “patto di fratellanza”, formalizzato grazie alla intermediazione di Raffaele Marzullo, aquiloniese doc da anni negli States, vice Presidente del Club San Vito Martire di Montclair, passa alla fase operativa con questo primo “step” di fine primavera che vedrà, i nostri ospiti americani, vivere una settimana intensa tra socializzazione, cultura, storia, gastronomia, e tantissime visite guidate nei posti più belli della verde Irpinia. Per garantire ed assicurare un’ospitalità degna dell’avvenimento saranno coinvolti, unitamente all’amministrazione comunale, il Gruppo di Lavoro, nato per l’occasione, il Comitato Festa San Vito Martire, gli imprenditori locali e i componenti dell’Associazione Aquilonia-Carbonara: “Insieme all’amministrazione comunale e  a tutto il Gruppo di Lavoro organizzato ad hoc per non lasciare nulla al caso, coordinato dalla signora Rosetta Pascarella, – dichiara il presidente Lello Gala - abbiamo messo a punto un programma eccezionale da offrire ai nostri ospiti americani. A loro garantiremo un soggiorno che possa rappresentare appieno la nostra storia, cultura e soprattutto le nostre tradizioni.”

La delegazione, che atterrerà a Napoli il prossimo 12 di giugno, sarà rappresentata, oltre dal Sindaco di Montclair Robert David Jackson, dal Deputy Mayor William Louis Hurlock, dal Consigliere Richard F McMahon, dalla Segretaria Municipale Linda S.Wanat, dal Capo della Polizia Tracy L. Frazzano e dal vice Presidente del Club San Vito Martire di Montclair Raffaele Marzullo.

Giunti ad Aquilonia, gli ospiti saranno trasferiti presso l’Aula consiliare per una Cerimonia di accoglienza, alla presenza del Primo Cittadino Giancarlo De Vito, delle Associazioni e comitati festa, oltre, ovviamente, all’intera cittadinanza. Un primo approccio affettivo che servirà anche a far conoscere gli stili di vita del paese ospitante. “Abbiamo voluto fortemente questo gemellaggio - commenta il sindaco Giancarlo De Vito - che rappresenta un importante scambio culturale e sociale per le nostre comunità, mantenendo soprattutto vivo il legame affettivo che ci lega ai tanti aquilonesi che vivono a Montclair”.  
Come detto, gli ospiti spazieranno in lungo ed in largo per l’Irpinia, fatta eccezione per i giorni 15 e 16 di Giugno, dedicati interamente ai festeggiamenti del Santo Patrono San Vito Martire presso la storica Badia dove sarà celebrata la Santa Messa e a seguito della  Solenne Processione  di San Vito Martire per le strade cittadine con le autorità Religiose, Civili e Militari.

Saranno visitati, tra l’altro, anche i ruderi del Borgo Vecchio dell’antica Carbonara, dove nacque Maria Mesce, madre del famoso attore Joe Pesci, già contattato nei mesi scorsi per ricevere la cittadinanza onoraria di Aquilonia. Ma le sorprese per gli ospiti americani non finiscono qui: oltre la Visita a Materdomini, presso il Santuario di San Gerardo Maiella e a Monticchio al Santuario di San Michele Arcangelo, interessante sarà l’incontro, presso il Santuario di Mamma Schiavona,  con l’Abate di Montevergine Don Riccardo Luca Guariglia. - A quest’ ultimo, per volere del  Sindaco di Montclair e del Club San Vito in Martire di Monclair,  sarà consegnato un invito speciale in occasione dei festeggiamenti del Colombus Day che si terranno ad ottobre a New York.

Sette giorni intensissimi, quelli dedicati ai cari fratelli americani, nel corso dei quali si cercherà di trasmettere tutta la passionalità di una terra unica per storia, cultura e tradizione. Il lieto fine, di questa stupenda avventura italiana  è top secret, infatti, prima della ripartenza degli ospiti per gli Stati Uniti è prevista una serata destinata a lasciare un segno duraturo di questo importante sodalizio.

Una visita va e un’altra arriva…. Montclair chiama ed Aquilonia risponde…… Ma questa è un’altra storia, apprestiamoci a vivere quella che sta per iniziare.

Aquilonia, 9 giugno 2017

La pur parziale lettura degli elaborati del PUC, che dovrebbero essere portati all'attenzione degli elettori Atripaldesi al più presto, mi ha convinto della non validità di alcune scelte: in particolare è stata scelta come unica zona di Edilizia Residenziale Pubblica quella di Alvanite. Recita la relazione del PUC : “la Zona “C3 - Edilizia residenziale pubblica” comprende le aree periurbane di loc. Alvanite già destinate ad edilizia residenziale pubblica ed annessi servizi. Per tale zona si prevedono la ristrutturazione e la riqualificazione edilizia ed urbanistica, integrando la necessaria dotazione di servizi ed attrezzature, fermo restante il Programma di ERS in corso, denominato “Alvanite quartiere laboratorio” di cui al D.D. 62/2011 e susseguente Convenzione del 09.02.2015 tra Regione Campania e Comune di Atripalda.”. Ricordo a me stesso che nell'elaborazione di un nuovo PUC devono essere definite le aree da destinare ad edilizia economica e popolare – cosiddette aree PEEP-. E l’estensione delle zone da includere nei piani é determinata in relazione alle esigenze dell’edilizia economica e popolare per un decennio e non può essere inferiore al 40% e superiore al 70% di quella necessaria a soddisfare il bisogno complessivo di edilizia abitativa nel periodo considerato. Con un geniale escamotage - quello di Alvanite Quartiere Laboratorio – vengono di fatto eliminate le aree da destinare ad edilizia residenziale pubblica, dimenticando che gli alloggi di Alvanite furono costruiti principalmente per venire incontro alle esigenze dei cittadini che avevano subito il terremoto del 1980. Un tale addensarsi di edilizia nella zona di Alvanite determinerà una ulteriore ghettizzazione di quel quartiere 

Arch. Claudio Rossano. 

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