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AQUILONIA - Anche quest'anno l'estate aquiloniese annovera nel programma del cartellone gli eventi organizzati dall'Associazione "Le Notti del Grano".

Per festeggiare il primo lustro di attività, gli organizzatori, quest'anno, hanno deciso di spalmare lenumerose iniziative in tre giorni.

Si parte domenica 13 agosto e si continuerà giovedì 17 e venerdì 18 agosto. Nei giorni 14, 15, e 16 agosto si darà spazio, come è ovvio e giusto, alla tradizionale Festa dell' Immacolata.

Un accenno particolare lo dedichiamo alla giornata di giovedì che si preannuncia particolarmente importante e suggestiva in quanto, il tutto, si svolgerà nel Borgo Vecchio della Carbonara che fu.

Nei ruderi del "Paese Vecchio" è prevista, infatti, una serata all'insegna della degustazione dei prodotti tipici, a cura del circolo "Nuova Carbonara" e della musica popolare con l'esibizione del Gruppo Musicale Fandango Live.

A proposito di questo evento che, come detto, si annuncia particolarmente interessante, abbiamo ascoltato la testimonianza di una delle organizzatrici RDM:

 

 " L'idea di organizzare un evento a  Carbonara non è stata casuale. La nostra scelta non è stata dettata solo dalla location, bella e naturale del suo vecchio borgo, ma parte da lontano:  il filo conduttore del nostro programma, come sempre,  è il grano. Inteso nel senso lato del termine, questo prezioso cereale, cosi comune e così nobile, ha dato da vivere a tantissime generazioni, atteso che da sempre è il prodotto per eccellenza che si coltiva nel nostro territorio.

Pertanto con la presenza in questo luogo specifico, a noi tanto caro, è nostra intenzione rendere omaggio ai nostri tanti concittadini periti col terremoto del 1930 in quanto, stante quello  che ci hanno  raccontato i nostri nonni, molti dei nostri concittadini si salvarono "GRAZIE AL GRANO" se è vero come è vero che quella nefasta notte del 23 luglio del 1930 , erano intenti  a lavorare nelle aie...... si racconta, inoltre, che quei giorni, furono particolarmente caldi (come quelli di questi giorni) e quindi molti preferirono lavorare di notte... il grano".

 

Aquilonia, 11 agosto 2017

AQUILONIA – CARBONARA

LABORATORIO POLITICO CULTURALE

 

Aquilonia, 9 agosto 2017

 

AQUILONIA - Nel silenzio e nel buio della notte, il bagliore delle stelle e l'oro del grano si confondono nelle nostre terre.... danze, musiche e sapori, unite alla tradizione, saranno gli elementi essenziali della V^ edizione della "Notte del Grano". Tre giornate all'insegna della passione e alla riscoperta di un patrimonio naturale: il grano. Prodotto povero della terra, da secoli soddisfa le esigenze della gente. In mezzo millennio, l'oro giallo è riuscito a modificare profondamente il passaggio della storia, dall'economia ai rapporti sociali. Il 13, 17 e 18 agosto, saranno tre giorni intensi di gioia e cultura, tesi ad esaltare il sapore della tradizione e dimostrare al mondo intero che la Civiltà Contadina, in questa Irpinia d'Oriente, resiste nonostante tutto. Dunque, riscopriamo le tradizioni, accompagnando, con la vostra presenza, questa magnifica manifestazione ed il suo ricco programma che di seguito si riporta:

 

DOMENICA 13 AGOSTO 2017 - AQUILONIA

Ore 16.00 – Casa della Cultura – Inaugurazione Mostra fotografica e pittorica su Antonio de Curtis (Totò)

Ore 18.00 – Spettacolo con sfilata

Sbandieratori e Musici Città Avigliana

Ore 18.00 – Laboratori tradizionali di trasformazione della paglia e del grano (pasta, pane e dolci),

con preparazione della "Cena sotto le stelle" a base di prodotti tipici derivati dal grano

Ore 20.00 – Spettacolo di animazione per bambini con inaugurazione area permanente dello

spettacolo e dei giochi per bambini

Ore 21.00 – Spettacolo dal vivo di artisti di strada fino a notte inoltrata

Ore 22.30:

Cena sotto le stelle

in attesa dell'alba del nuovo giorno

"La città si racconta"

Ore 24.00: Musica dal vivo - Concerto de

"La Banda della Posta"

Ore 02.00: Fuochi pirotecnici

 

GIOVEDI' 17 AGOSTO 2017 – AQUILONIA - Borgo Antico di Carbonara

Ore 21.00 - Apertura stand gastronomici e di prodotti tipici

Ore 21.30 – Musica dal vivo – Concerto di "Fandango Live"

 

VENERDI' 18 AGOSTO 2017 - SABATO 19 AGOSTO 2017 – AQUILONIA

Ore 21.00 - Apertura stand gastronomici e di prodotti tipici

Ore 23.00: Spettacolo di cabaret "Compagnia "UCCIO DE SANTIS" 


Mario Di Maio, 'o capitano, il grado se lo era guadagnato come capitano di lungo corso in quindici anni di navigazione nei mari del mondo, sulle petroliere e le navi cargo della flotta Lauro. E poi dopo aver sposato Livia, lo aveva esercitato anche nella nostra città, nella ditta Capaldo, forse neppure ancora spa, con un piglio sbrigativo e gioviale. Per anni aveva gestito la quotidianità aziendale tra forniture, assistenza alla clientela, rapporti con artigiani e commercianti al minuto e poi era diventato un po' il volto, il testimonial di Progress. Capitano lo era stato anche dopo, quando aveva impegnato le sue energie nel sostegno alla sfida imprenditoriale di Chiara e del nuovo marchio "Dulcis in furno". Ma non era più la stessa cosa, mentre Livia si inoltrava in un doloroso crepuscolo. Mario se ne va poco più che ottantenne (era nato a Gragnano nel 1936) in un'afosa notte di agosto e lascia in molti, e in me, una dolce memoria. Riposi in pace. Il rito funebre ad Atripalda nella chiesa di Sant'Ippolisto.
Raffaele La Sala

Tre disastrose calamità naturali, ma non proprio visto che sono state causate dall’incuria dell’uomo, si sono abbattute recentemente, e come ogni anno, su quasi tutto il nostro Paese: gli incendi boschivi, la siccità per l’agricoltura e le alluvioni. I danni causati sono incalcolabili e quindi anche i relativi costi per l’intera comunità. I nostri Governanti purtroppo non riescono o non vogliono capire che le spese per prevenire questi danni sarebbero inferiori e aiuterebbero l’economia del Paese dando lavoro produttivo ad una miriade di persone. Possibile che tra l’esercito di persone che ci governano, sì esercito perché si tratta di oltre 165.000 persone tra Parlamentari -  Presidenti, Assessori e Consiglieri regionali – Sindaci, Assessori e Consiglieri comunali – oltre a Ministri, Vice Ministri e Sottosegretari, nessuno abbia avuto l’idea e proporre qualche soluzione per prevenire questi disastri?  E nemmeno raccogliere qualche suggerimento al riguardo che io e persone normali come me abbiamo fatto presente da anni !

Per quanto riguarda gli incendi perché non vengono formate delle fasce sparti-fuoco, in modo che se avviene un incendio, per qualsiasi causa, esso rimarrebbe circoscritto ad un’area limitata e non per centinaia o migliaia di ettari e favorirebbe anche l’intervento dei VV.F. e delle altre Forze operanti.  Inoltre nel periodo cruciale dell’estate perché non disporre di “vedette” che a turno, da un’altura, muniti di binocolo possono controllare e vigilare su una determinata area ?  In Sicilia, ad esempio, con i suoi 24.000 forestali, non dovrebbe passare inosservato nemmeno l’accensione di un fiammifero. Disporre, dove è possibile, anche la pulizia del sottobosco e la falciatura dell’erba secca e pulizia di una fascia larga alcuni metri ai bordi delle strade comunali, provinciali e statali, perché a volte basta un mozzicone di sigaretta per innescare un vastissimo incendio.

I danni causati dalla siccità e dalle alluvioni si potrebbero contenere mediante  interventi preventivi e connessi tra di loro. Nelle zone montane e collinari occorrerebbe creare tante dighe le quali preverrebbero le alluvioni e sarebbero benefiche riserve d’acqua per sopperire i periodi di siccità. Anche in prossimità dei fiumi e di altri corsi d’acqua creare dei bacini di una certa ampiezza dove convogliare parte della portata del fiume e sarebbero altre riserve per i periodi di siccità.

Infine anche per la penuria di acqua potabile occorrono interventi preventivi: 1) Obbligare tutti i Comuni a controllare e riparare l’intera rete idrica; 2) prevenire gli sprechi ed i consumi eccessivi dei privati aumentando le tariffe a scaglioni oltre un ragionevole consumo procapite; 3) munire di rubinetti tutte le fontane pubbliche, specialmente a Roma.

Ci sarà qualcuno disposto ad ascoltare questo appello ? Vedremo !

Martino Pirone

Arcisate, 30 luglio 2017

Ultimamente, è riemersa con slancio alla ribalta giornalistica un'antica diatriba tra chi considera gli insegnanti una sorta di "fannulloni" e chi li ritiene addirittura dei "missionari". Due estremi antinomici, ma entrambi non rendono giustizia alla categoria docente. Quindi, c'è chi ha l'ardire di ipotizzare incrementi dell'orario obbligatorio di servizio, benché a parità di retribuzione. Ora sorvolo sulla circostanza, di cui chiunque sia intellettualmente onesto oserebbe dubitare, che un notevole carico di lavoro e di studio è svolto ogni giorno nei tempi extrascolastici e in forma gratuita. Non si tratta di adempimenti volontari, bensì di lavoro extra, che si offre oltre l'orario di lezione, indispensabile o funzionale all'attività didattica. Altrimenti, chi corregge i compiti e chi prepara le lezioni, chi compila i registri ed altri documenti burocratici (cartacei e digitalizzati) e via discorrendo? In ogni caso, mi preme porre in rilievo un aspetto della professione docente, svilita da decenni di campagne ideologiche a dir poco infamanti, condotte da destra a manca. Stando alla mia memoria e alla mia esperienza, ho avuto modo di notare come nel mondo della scuola italiana prevalga una corrente ideologica clericaleggiante, una visione religiosa che, con una buona dose di ipocrisia, concepisce l'opera pedagogica nei termini di una "missione", per la quale gli insegnanti dovrebbero lavorare in base ad una "vocazione", prestando quindi una mole di lavoro a titolo gratuito. Ma per quale strana e bizzarra ragione, per i bidelli non è così? Idem per avvocati, medici ed infermieri? E per gli altri professionisti? Per tutte le categorie di lavoro dipendente, del comparto pubblico e privato, tranne gli insegnanti, le ore lavorative eccedenti sono retribuite in modo decente. In sostanza, gli unici ad essere umiliati e derisi sono proprio i presunti/sedicenti "missionari" della scuola. Nel contempo, c'è chi si ostina ad insinuare che gli insegnanti siano dei "lavativi". Ebbene, che si mettano d'accordo tra loro: siamo missionari o nullafacenti? Nulla di tutto ciò. In realtà, molto più laicamente, dovrebbero qualificarci come dei "professionisti", da rispettare e retribuire in quanto tali, vale a dire in termini più dignitosi.

Lucio Garofalo
 

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