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Al di là di alcuni abusi, la partecipazione ai referendum misura la capacità di un popolo di utilizzare al meglio il potere che deriva da questo strumento di democrazia diretta.
Nella normalità le due posizioni contrapposte rispetto ai quesiti dovrebbero essere quelle del SI e del No; eppure il fronte del No ha un potente alleato nell'astensionismo pilotato.
Inutile richiamare le solite polemiche del caso ma vale la pena sottolineare qualche "anomalia".
L'astensionismo è ben voluto dalla politica quando si tratta di referendum eppure è mal tollerato quando si vota (ad esempio) per il Parlamento; in ques'utlima circostanza è oramai abituale la richiesta di presenza in massa alle urne con eventuale "chiamata alle armi" degli elettori da parte dei candidati.
Un'altra atipicità sta nel fatto che l'astensionismo spesso non si prefigura come un'astensione nel merito ma come un NO che sfrutta la debolezza del meccanismo; si organizza, prepara spot a favore dell'assenza pur dicendo NO ai quesiti referendari.
In queste settimane c'è una lotta in atto tra chi vuole informare i cittadini e chi invece fa di tutto per scoraggiare la partecipazione al voto con l’obiettivo di non far raggiungere il fatidico quorum del 50% + 1 degli elettori senza il quale il referendum sarebbe nullo.
Qualcuno doveva parlarne anche in Irpinia! Si spiega così l'iniziativa BattiQuorum - Irpinia con relativo evento su Facebook.
Non rinunciate coscientemente ad esercitare un diritto; a meno che non vi fidiate ciecamente dell'attuale classe politica.



















