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Posizione decisa, sguardo orgoglioso verso l'orizzonte, tradizionale completo indossato in modo impeccabile, pallone controllato con fierezza e decisione sotto la scarpetta destra.
La foto sottostante immortala una statuetta realizzata nei primi anni '70; in basso la targhetta: A.S. Avellino 1972-73! Eppure solo quasi 40 anni dopo la società di riferimento del calcio irpino assumerà questa denominazione.
C'è di più: la stagione 1972-73 è quella storica della promozione in B dopo un testa a testa con il Lecce. L'Avellino del presidente Antonio Sibilia, dei calciatori Fraccapani, Zoff, Bongiorni, Pantani, Miniussi, Nobili, Codraro, Zucchini, Agostini, Piaser e di altri che insieme all'allenatore Tony Giammarinaro firmarono un punto di svolta storico per la società irpina.
Era l'Avellino dei record con 62 punti (fino ad allora mai ottenuto da nessuna squadra di C), 64 reti segnate, solo 18 reti subite, ben 18 vittorie ed un solo pareggio in casa, nessuna sconfitta tra le mura amiche, dieci vittorie in trasferta.
Un banale errore? Una clamorosa svista dell'autore? E se fosse una misteriosa lungimiranza? Il segno di un destino, il chiaro collegamento tra ciò che è stato e ciò che sarà, tra la gloria passata ed il lustro futuro.





















