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"La realta' e' tutto cio' che continua ad esistere anche quando noi smettiamo di crederci."
Philip Kindred Dick

Esordisco con una testimonianza personale, sia pure solo verbale, di solidarietà e di vicinanza morale nei confronti dei migranti e dei cittadini di Lampedusa, giustamente esasperati dall’inettitudine, dall’arroganza e dal menefreghismo del governo italiano.

L’ignominiosa vicenda di Lampedusa è estremamente paradigmatica nella misura in cui fornisce l’ennesima, agghiacciante conferma (di cui si poteva tranquillamente fare a meno) che i diritti umani sono sistematicamente violati e calpestati nel nostro Paese e poi ci vengono a parlare di interventi “umanitari” da compiere in Libia o altrove. Quanto sta accadendo a Lampedusa è un esempio emblematico e grottesco dell’ipocrisia e della cattiva coscienza del mondo occidentale, nella fattispecie è una rappresentazione inequivocabile del degrado e dell’imbarbarimento politico dell’Italia e dell’Europa.

E’ innegabile che il comportamento del governo Berlusconi di fronte ad una reale e drammatica emergenza umanitaria sia stato quanto meno deprecabile e disonesto, tant’è che nel corso dell’ultima puntata di Anno Zero, a cui erano presenti Gino Strada e Ignazio La Russa, il portavoce di Emergency ha chiesto al ministro che fine avesse fatto il senso di umanità e di civiltà nel nostro “Belpaese”, ma soprattutto tra gli esponenti del governo in carica. Francamente mi è parso come pretendere compassione e comprensione da parte di un muro di pietra. Infatti, dall’altra parte sedeva La Russa.

Ma il “capolavoro” lo ha compiuto Tremonti, che ha tardivamente scoperto la classica “acqua calda” nel momento in cui ha suggerito di soccorrere i popoli arabi “a casa loro” come sento ripetere, senza alcun riscontro pratico, da quando ero ancora in fasce. Il ministro dell’economia ha rilanciato questa vecchia proposta di stampo paternalista e cripto-colonialista per una finalità che è comoda e funzionale agli interessi egoistici e meschini della piccola borghesia “padana” che fa capo alla Lega Nord, evidentemente terrorizzata all’ipotesi di un’invasione in massa di immigrati africani, per cui sta imponendo la “linea dura” che è quella di evitare che i flussi migratori giungano a “casa propria”. L’importante, per costoro, è che l’ondata migratoria resti confinata, finché possibile, nella piccola e remota isola di Lampedusa o in altri luoghi “miserabili” del Sud Italia, tanto chi se ne frega: “sono tutti marocchini”. E’ un’ottica allucinante e miope.

Una persona, evidentemente di buon senso, mi ha posto una domanda oltremodo scontata e legittima, che definirei addirittura ingenua nella sua estrema semplicità e franchezza: “perché non li smistano altrove?”. In effetti questa sembra essere l’unica soluzione possibile e praticabile, oltretutto di facile attuazione nel breve periodo, trattandosi di un’ipotesi pragmatica e di buon senso, eppure non viene eseguita. Perché?

Sinceramente mi pare di poter cogliere una serie di inquietanti analogie con la vicenda, altrettanto obbrobriosa e raccapricciante, dell’immondizia di Napoli, con la differenza (non di poco conto) che ora stiamo parlando di esseri umani, che evidentemente sono considerati e trattati alla stregua dei “rifiuti” in quanto nessuno li accetta a “casa propria”, esattamente come è accaduto con la spazzatura proveniente da Napoli.

L’accostamento tra i rifiuti di Napoli e i “rifiuti umani” di Lampedusa potrebbe risultare una provocazione assurda ed esagerata, ma è probabilmente l’unica chiave interpretativa per spiegare quanto sta accadendo in questi giorni in un paese che si proclama “civile” e che in questi mesi sta festeggiando i 150 anni della sua “unità”.

E’ evidente che nel caso specifico le difficoltà oggettive sono aggravate da fattori di ordine soggettivo, riconducibili cioè all’ambito delle decisioni dettate dai responsabili della politica. Mi riferisco all’inettitudine, all’impreparazione ed alle lentezze, a dir poco grossolane, messe in mostra dalle autorità politiche soprattutto governative, e all’assenza di un’efficace volontà di risoluzione che coincide e si intreccia in qualche misura con una logica becera e razzista che ha l’interesse a generare un elemento di ulteriore conflittualità e lacerazione sociale, che oltretutto fornisce una sorta di “diversivo”, un mezzo di “distrazione di massa” rispetto ad altre vicende ed altre questioni, interne ed esterne, che hanno imbarazzato ed hanno messo alla berlina la figura, già goffa e ridicola, del capo del governo italiano. E non mi riferisco solo agli eclatanti scandali sessuali che ultimamente sono passati, guarda caso, in secondo piano.

Lucio Garofalo

Commenti:

Commenti   

+1 # Giulia D'Argenio 2011-03-30 22:11
Bè Lucio se consideri che il nostro premier ha asserito di non volere disturbare Gheddafi, mentre Frattini, ministro degli esteri, ha sostenuto che quello gheddaffiano fosse un modello di democratica gestione del potere e ascolto del popolo e si è fatto promotore di una soluzione che salvasse la pelle a Gheddafi, mentre l'Italia impreca contro un'Europa assente, facendosi strenua sostenitrice di un aiuto basato sul principio leghista dell'"ognuno resti a casa propria", sebbene sia al 12° posto per aiuti ai paesi Maghrebini, tra gli stati ONU che hanno contribuito (meglio di noi hanno fatto Svezia, Canada e MAROCCO che ha costruito un ospedale da campo Ras Djedir, in Tunisia, mentre noi abbiamo sbarcato un carico di farina a Bengasi!) di cosa sorprendersi? La politica e, quindi, la diplomazia, italiane hanno toccato il punto più basso degli ultimi decenni. La mobilità garantita dalla globalizzazione va bene fin quando siamo noi ad andare in vacanza a Sharm o a studiare a Damasco o a Dakar ma non se questi "bingo bongo" debbono venire da noi. Come è logico, in un mondo ineguale, il diritto alla vita e alla tutela della propria persona, la ricerca della libertà, sogni e aspettative di una vita migliore spettano solo a quella fetta di popolazione che sta già relavativamente bene. Tra quei rifiuti umani, ci sono uomini e donne che fuggono da regimi capaci di mostruosità che non possiamo nenanche immaginare. Quella attuale non è un'emergenza umanitaria: è un dramma umano e di umanità! Di umanità perché nessuno si leva contro questa politica oscena esprimendo solidarietà ai lampedusani e ai migranti lì bloccati... qualcuno ha scritto, sul Guardian mi sembra: "ma l'Italia non è solo quella dei politici. C'è altro che si muove ancora nella sua società..." Credo sia giunto il momento di dimostrare che sia così.

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Lucio

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