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Quando la città è piccola non solo la gente mormora: le notizie viaggiano in fretta. Per questo forse al Comune di Avellino hanno pensato bene di NON avvisare ufficialmente tutti i candidati dell'inizio delle preselezioni ai concorsi indetti con delibera di Giunta Comunale n. 25 del 9 gennaio 2009.
Del resto con il passaparola o richiamati da qualche locandina dei quotidiani locali, in un modo o nell'altro, in Irpinia e fuori, i partecipanti devono essere venuti a conoscenza della loro esclusione o dell'ammissione con o senza riserva!
Eppure, pena esclusione dal concorso, per ogni domanda di partecipazione pervenuta sono stati incassati € 20,00 come tassa di selezione; che per il concorso partito oggi 3 novembre fanno oltre 30 mila euro! Un gruzzoletto non da poco per le casse comunali ma evidentemente non abbastanza per avvisare i 1533 facenti domanda.
I quali avranno sicuramente letto il bando del concorso che all'art.11 recitava:
Diario delle prove.
L’elenco dei candidati ammessi,il diario della eventuale preselezione, della prova scritta e della prova orale nonché il luogo della loro effettuazione, è portato a conoscenza dei candidati mediante pubblicazione sul sito internet: www.comune.avellino.it nella sezione dedicata ai concorsi, verrà altresì comunicato ai candidati ammessi alla selezione non meno di quindici giorni prima dell’inizio delle prove.
Fatto sta che i risultati delle preselezioni di oggi fanno riferimento a 260 partecipanti. Qualcuno si chiede il perchè di un tale flop considerando che per il notevole afflusso di partecipanti si prevedevano problemi di ordine pubblico e circolazione in città? Visto il periodo di crisi economica ed i dati critici sulla disoccupazione, c'è chi si chiede il motivo di tante assenze per un concorso pubblico? Macchè, si parla di candidati “autoeliminati”! Non sarà invece un autogol dell'informazione e della comunicazione?
Perchè quando la città è piccola la gente tende a non pestare i piedi a nessuno: si potrebbe portare danno ad un amico, all'amico di un amico; o semplicemente si rischia di sbraitare al vento.
Così non si parla e non si scrive. Perchè quando la città è piccola le notizie viaggiano in fretta ma solo dopo attenta valutazione.




















