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Sono molto lusingato di poter accostare un mio modesto pensiero a quello illuminato di un filosofo quale il prof. Eros Barone. Egli con la sua lettera del 30 u.s.(“Autogestione e socialismo di mercato”) nel rispondere ad alcuni quesiti di Giovanni Dotti circa la possibilità di un eventuale cambiamento del nostro modello socio-economico, ha sviluppato una esauriente disamina del problema delineando alcune possibili alternative. “Un primo modello alternativo che si può concretamente realizzare – scrive il professore - è quello dell’autogestione operaia”, che tra l’altro ricorda di aver proposto a suo tempo per il salvataggio di Alitalia.
Ciò mi conferma la bontà di una simile proposta da me avanzata nel giugno 2008 in una lettera non pubblicata (che allego in calce) inviata ad un giornale locale. Alla mia richiesta telefonica del perché non fosse stata pubblicata, il Direttore del quotidiano mi diede una laconica risposta: “La proposta non è fattibile perché l’ALITALIA è una S.p.A.”.
Ritengo infine che questa proposta potrebbe essere applicabile anche nei casi che riguardano altre aziende in fase di crisi, di fallimento, di chiusura o di cessione a terzi.
Grazie per l’attenzione.
Martino Pirone Arcisate, 2 dic. 2011
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Proposta per il problema Alitalia
Egregio direttore,
mi consenta di tirare un sasso nello stagno del grave problema “ Alitalia”:
Vista la grave situazione economica e finanziaria in cui si trova la Società Alitalia;
Accertato l’esorbitante costo (circa due milioni di euro al mese) che grava sulle spalle dei cittadini italiani;
Considerato che altre Compagnie che operano in Italia invece ne traggono utili;
Tenuto conto che ogni dipendente di qualsiasi attività imprenditoriale auspica di prendere, un giorno, il posto del suo datore di lavoro.
A l l o r a ! perché non proporre ai dipendenti dell’Alitalia di gestire in proprio, cumulativamente, la Società ? e ciò nel seguente modo:
1) Liquidare l’attuale S.p.A. e quindi licenziare l’attuale Cd.A., compresi Presidente e Amministratore Delegato (il primo grosso risparmio);
2) Costituire una Società Cooperativa a responsabilità limitata fra tutti i lavoratori Alitalia di aria e di terra;
3) Nominare un Comitato di Gestione, da eleggere tra tutti i dipendenti di ciascuna categoria
(piloti, assistenti di volo, impiegati, operai ecc.) ed un Consiglio di Amministrazione;
4) Nominare un Comitato di Controllo composto da un funzionario del Ministero dei Trasporti,
dell’Economia e dell’Interno.
5) I membri del Comitato di Gestione e del Comitato di Controllo percepiranno soltanto il
corrispettivo del gettone di presenza per ogni seduta;
6) ciascun dipendente non può abitare ad oltre 50 Km. di distanza dalla sede di lavoro;
7) ogni dipendente comunque deve raggiungere il suo posto di lavoro a proprie spese;
8) il Comitato di Gestione ha facoltà di stabilire i nuovi stipendi iniziali dei dipendenti al fine
di raggiungere un equilibrio del bilancio;
9) ricorrere, con l’ausilio del Governo, al ridimensionamento dell’organico per portarlo in linea
con le altre compagnie ( in rapporto al numero di aerei, del traffico aereo e delle ore di volo);
A proposito di quanto previsto ai punti 6) e 7) non si capisce come è stato possibile consentire al personale dipendente di abitare a Roma, mentre il suo posto di lavoro è a Milano, e trasportarli, oltretutto gratuitamente, avanti e indietro più le spese d’albergo. Immaginiamo cosa succederebbe se anche altre categorie di dipendenti pubblici o di grandi aziende che lavorano al Nord e preferirebbero abitare al Sud dovessero avanzare simili richieste.
Applicando il succitato progetto ogni dipendente si sentirà comproprietario della Società Alitalia, saranno incentivati a lavorare di più, molti non faranno più gli assenteisti impuniti e già dal secondo anno i dipendenti-soci potranno percepire gli stessi stipendi – se non anche maggiori - dei colleghi delle altre Compagnie aeree; ed infine l’Alitalia resterebbe la Compagnia di bandiera dell’Italia e riuscirebbe a soddisfare le esigenze degli aeroporti di Malpensa e di Fiumicino.
Ovviamente quanto sopra è un’idea di massima, suscettibile di correzioni e aggiustamenti da parte degli esperti in materia.
Tutto ciò premesso, sarebbe interessante conoscere al riguardo il parere dei dipendenti Alitalia, delle varie forze politiche e sindacali e quello dell’attuale datore di lavoro, cioè dei cittadini italiani !
La ringrazio per l’ospitalità e porgo distinti saluti.Martino Pirone Arcisate, 14 giugno 2008




















