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Tra il 1992 ed il 1994, con l’avvento di tangentopoli e la successiva discesa in campo di Berlusconi, cadeva la prima repubblica.
E’ questa un ’ espressione che indica ancora oggi un sistema politico basato essenzialmente sull’alleanza tra la Democrazia Cristiana ed il Partito Socialista voluta fortemente dai tre più importanti uomini politici di allora: Craxi, Andreotti e Forlani.
Nasceva in quel tempo il celebre “CAF” che non era un “Centro di Accoglienza Fiscale”, ma un acronimo che indicava, appunto, il nome degli autori di quel patto scellerato.
Tangentopoli spazzò via, come un tornado, vecchie ideologie ed organizzazioni di partito, e favorì l’inizio di una nuova esperienza che caratterizzò la storia italiana dei successivi venti anni e che diede vita ad un nuovo ciclo della politica che fu impropriamente definito seconda repubblica.
Il “CAF” sta alla prima repubblica come il “BB” sta alla seconda.
E “BB” non è la denominazione della banda di delinquenti più famosa nel mondo dei fumetti, cioè la Banda Bassotti, ma l’acronimo di un’altra strana alleanza cioè quella che si è concretizzata tra Bossi e Berlusconi.
Strana perché già segnata da un tradimento, quello del ’94, e assolutamente inspiegabile, perché derivante dalla fusione di forze e culture contrapposte ed eterogenee e cioè la cultura secessionista e quindi disgregante del “popolo celtico” che si è legata ad una destra moderna, moderata, europeista, liberale ma, soprattutto, costituzionalista.
Non ci vogliamo addentrare nell’analisi e nella valutazione dei momenti fondanti il “BB”, ma analizzare quali e quante singolari analogie hanno portato alla caduta della prima e all’imminente crollo della seconda repubblica.
E’ storia: la prima repubblica cadde sotto i colpi di un’inchiesta giudiziaria denominata “Mani Pulite” che aveva smascherato un diffuso modo, corrotto e disonesto di fare politica.
Tangenti, nepotismo, privilegi immotivati e sprechi di ogni genere a qualunque livello amministrativo, beni dello Stato utilizzati per fini non esattamente inerenti alla condizione ricoperta nel parlamento o nel governo( chi non ricorda i viaggi all’estero dei vari leader con stuoli di cortigiani ! ), auto di rappresentanza concesse come fossero state caramelle, spese del Quirinale addirittura superiori a quelle di Buckingham Palace, rimborsi elettorali non esattamente coincidenti con le effettive spese sostenute dai partiti per le campagne elettorali, leggi ad personam, comunità montane pensate al livello del mare, cariche amministrative affidate a nipoti, figli, mogli, ex mogli e compagni di partito, con costi veramente insostenibili.
E’ questa solo una piccola parte della diffusa disonestà che caratterizzò la prima repubblica.
La morale?
Se la misero tutti sotto lo stivale, inteso questo proprio come sinonimo del nostro Paese.
Oggi, allo stesso modo, la banda, pardon, il sistema BB è sotto le luci dei riflettori di coloro i quali hanno il compito di far rispettare la legge.
Che deve essere uguale per tutti.
Un tempo chi si dedicava all’attività politica, per non dare adito ad alcuna illazione, smetteva ogni attività imprenditoriale.
Oggi molti fanno politica per ingrassare alle spalle dei poveri concittadini.
Processi per corruzione, appropriazione indebita, frode ai danni dell’erario, concussione, sono alcuni dei “temi politici” che caratterizzano la nostra quotidianità.
Dalla prima repubblica nulla è cambiato.
Ci sembra di assistere al secondo tempo di una stessa partita di calcio, stesse trame (oscure) stesse geometrie di gioco (piani per fregare il prossimo), anche i calciatori sono sempre gli stessi (forse qualcuno ha cambiato solo la maglietta) e si divertono più di prima, mentre gli spettatori, che pure hanno pagato il biglietto ( in termini di sacrifici e rinunce), sono costretti, per definizione, solo a guardare uno spettacolo che è assolutamente immorale.
Alla fine (della partita) nasce un’amara considerazione…
Chi ha possibilità economiche riesce a far fronte anche alla malasorte, dividendosi e divertendosi tra festini e bunga-bunga.
Chi combatte quotidianamente per la sopravvivenza non ha possibilità né prospettive, costretto com’ è a vivere tragiche realtà quotidiane e notti travagliate, agitate da incubi e funeste visioni di impenetrabili orizzonti, senza luce né speranze.
Carmine Montanile



















