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Questo dovrebbero dire i Sindacati al Ministro del Lavoro nel prossimo incontro in cui si discuterà sulla modifica dei contratti di lavoro, nel senso che se i lavoratori dipendenti, pubblici e privati, dovranno fare qualche sacrificio, accettando una qualche modifica all’Art. 18 dello Statuto dei Lavoratori che riduca parte delle garanzie attuali, altrettanto si deve pretendere che facciano molte altre categorie sociali, come i dirigenti pubblici (spesso assunti non si sa come e non all’altezza dei compiti, pur percependo lauti e ingiustificati compensi), i professori universitari (spesso “baroni” nepotistici, ancorati alla cattedra a vita), e soprattutto i nostri politici che da decenni occupano posti di comando costituendo una “gerontocrazia” conservatrice, corrotta e inamovibile, che blocca ogni ricambio e si oppone ad ogni cambiamento.
A questo proposito un plauso vada al popolo genovese di sinistra che col voto delle “primarie” per la candidatura a Sindaco della Città ha chiaramente mandato un forte segnale di cambiamento, manifestando la volontà di “rottamare” certi vecchi personaggi imposti dalla dirigenza del Partito Democratico e, come già a Milano, a Napoli, a Cagliari ed anche a Firenze, dare fiducia a gente nuova spinta da ideali (ormai da tempo sopiti nella “nomenclatura” di quello come degli altri partiti) e portatrice di idee vere di rinnovamento.
Varese, 15 febbraio Giovanni Dotti




















