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Mi hanno colpito favorevolmente tre belle lettere pubblicate recentemente sulla PREALPINA, la prima di F. Zanellato sul “problema del lavoro”, la seconda di G. Bertoldi sul “canone RAI” e la terza di R. Mangoni sulle millantate promesse dei nostri politici prima delle elezioni.
Tutte e tre pienamente condivisibili, ovviamente.
Per quanto riguarda l’esportazione del lavoro in paesi “dove la manodopera è sfruttata ... ma con altissimi guadagni per il capitale” il Sig. Zanellato ci ha visto giusto: infatti nessun governo che va a braccetto col capitalismo – come del resto anche l’attuale dei “tecnici-professori”- si sogna di andare controtendenza per cercare di riportare in Italia il lavoro, e neppure muovono un dito su questo punto-chiave le forze ormai annacquate (che meglio sarebbe chiamare “debolezze”) della sinistra, cui pure evidentemente va bene così (avranno i loro buoni motivi! anche se reconditi ai più): evidentemente gli interessi dei capitalisti non devono essere toccati ! E’ infatti più che normale, anzi encomiabile il fatto che gli industriali (vedi Colaninno coi nuovi stabilimenti Piaggio in India e Viet Nam, tanto per fare un esempio tra le migliaia di casi) vadano a cogliere le migliori “opportunità” ed a sfruttare la manodopera dove costa meno! E che la politica resti alla finestra, immobile e quasi ammirata a guardare! Quindi è inutile lamentarsi, così va il mondo, tra la voracità di alcuni e l’indifferenza di altri, e intanto l’Italia continua sulla via di un inevitabile declino.
La seconda lettera che riguarda il canone RAI (che circa un terzo degli Italiani con grande senso civico non paga!) pone l’accento sui tanti sperperi di denaro pubblico (giustamente sottolinea che almeno i canali privati sono gratuiti) che mamma RAI – soprattutto la TV - spende per spettacoli “spazzatura” o comunque di dubbio valore artistico o educativo come balli, reality-show, gossip, quiz ecc., continuando sull’onda dell’era berlusconiana. Ma ora che siamo in periodo di “magra” non sarebbe il caso di tirare un poco la cinghia, e di far pagare meno il canone ai cittadini italiani? Ad esempio riducendo i compensi (astronomici) ad artisti vari e conduttori, che tanto andrebbero ugualmente in TV pubblica anche a costi inferiori, o altrimenti lascerebbero finalmente il posto
ad altri forse migliori di loro? Siamo infatti anche un po’ stufi di vedere sempre le solite facce strapagate! O forse la “libera concorrenza” vale solo per i taxisti? E pure sui quiz televisivi ci sarebbe molto da risparmiare: penso che sarebbero ugualmente interessanti e seguiti se anche le poste messe in gioco fossero di molto inferiori (vedere per confronto quelli della vicina Svizzera, non certo più povera di noi!).
La terza lettera del Sig. Mangoni infine (“Alle urne qualunquemente?”) ironizza magistralmente sulle false, assurde e ingannevoli promesse preelettorali dei nostri politicanti, che prevedibilmente si ripeteranno alle prossime elezioni e che probabilmente molti creduloni saranno ancora disposti ad ascoltare! Promesse da marinaio, che non manterranno mai e poi mai, perché come al solito “finita la festa ... gabbato lu Santo!”.
Inutile aggiungere altro a queste tre belle lettere, che sintetizzano bene il momento di crisi e di caos in cui ci troviamo, da cui difficilmente riusciremo ad uscire se non col cambio generazionale di questa classe politica vecchia, accaparratrice e retrograda e della sua mentalità.
Varese, 11 febbraio 2011 Giovanni Dotti




















