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Per essere credibili, cioè per dimostrare che non si è trattato solo di una ritorsione contro i Giudici (chiaramente invisi ad una certa parte politica) i nostri politici dovrebbero proporre come contropartita una LEGGE sulla RESPONSABILITA’ CIVILE DEI PARLAMENTARI. Mi spiego meglio: se la legge sulla “Responsabilità civile dei Magistrati” testé votata dalla Camera dovesse passare anche al Senato, avremmo sicuramente Giudici meno liberi, più condizionati, titubanti e timorosi di quanto già non lo siano, mentre invece i politici della “casta” resterebbero come oggi pressoché “intoccabili” e quasi autorizzati a continuare a delinquere.
Mi si dirà che non è necessario introdurre nuove leggi, in quanto essi sono già passibili di indagini e giudizi da parte della Magistratura, ma tutti sappiamo con quali difficoltà, con quali lungaggini ed estenuanti procedure prima che i Giudici possano intervenire! e sempre col rischio incombente della prescrizione. Il che riduce notevolmente l’efficacia della legge nei loro confronti, come abbiamo visto anche recentemente in occasione di casi eclatanti (tipico l’ultimo del parlamentare Cosentino, indagato per mafia e altri reati comuni ma “salvato” dalla “casta”!).
Benissimo! Se infatti non c’è bisogno di nuove leggi (ce ne sono già fin troppe!) basterebbe abrogarne alcune ora vigenti. Basterebbe che i nostri Parlamentari votassero la RINUNCIA alla IMMUNITA’ PARLAMENTARE ed a quel marchingegno autoprotettivo (oggi vergognosamente abusato) della “AUTORIZZAZIONE A PROCEDERE” (troppo frequentemente negata dai loro sodali “colleghi”) PER TUTTI I REATI NON STRETTAMENTE LEGATI ALLA ATTIVITA’ POLITICA (cioè per quei reati “comuni” come corruzione, concussione, peculato, appropriazione indebita, truffa ed altri reati finanziari, reati contro la persona e il patrimonio, concorso in associazione mafiosa, ecc. ecc.) IN MODO CHE POSSANO ESSERE PERSEGUITI RAPIDAMENTE in sede civile e penale dalla Magistratura COME OGNI ALTRO CITTADINO della Repubblica, senza quegli intralci burocratici di cui ora dispongono e troppo frequentemente si servono per evitare il giudizio.
In tal modo i nostri cari “onorevoli e senatori” starebbero più attenti a mantenere una condotta onesta e irreprensibile, quale si addice al loro ruolo, evitando di incorrere come oggi in tanti reati che infangano le Istituzioni e soprattutto l’onorabilità del nostro Paese (oltre che produrre spesso notevoli danni alle finanze pubbliche).
Non essendo un giurista inviterei qualche esperto di diritto ad intervenire su questo tema.
Grazie per l’attenzione
VARESE, 4 febbraio 2012 Giovanni Dotti




















