Dai la tua O!

Lascia conoscere il tuo pensiero e fornisci un feedback con idee, suggerimenti o commenti. Puoi anche votare.

Invia il tuo articolo

Un pensiero a caso

Che abbia voce o no, il popolo può essere sempre portato al volere dei capi. È facile. Tutto quello che dovete fare è dir loro che sono attaccati, e denunciare i pacifisti per mancanza di patriottismo, in quanto espongono il paese al pericolo. Funziona allo stesso modo in tutti i paesi.

Hermann Wilhelm Göring

Opinione Irpina TV

È tutto mio / Dio e Berlusconi
Debtocracy
Gli orrori del comunismo
Maudit
Cochabamba
#falconeborsellino
L'ultimo discorso di Gandhi
War/No More Trouble
Zeitgeist: Addendum
Avellino-Catania 1949
I nuovi padroni del mondo
Another Brick in the Wall
Povera Patria
'A finestra
La Storia dei Cosmetici
A Bologna
Non è l'Inferno
La storia del fallimento
Fields Of Athenry
Il Business farmaceutico
La verde Irpinia - 1951
Un giorno vorrei diventare....
Zeitgeist: Moving Forward
Lo scrutatore non votante
To shoot an elephant
Mi prescrivo!
Zeitgeist
La marcia degli incazzati
Cose da pazzi - Estratto
Maternità precaria
HOME
Wide angle - Who is Silvio Berlusconi?
Cappotto di legno
Sentenza Andreotti
A delicate balance
La storia del Cap & Trade
Fight Da Faida
The times they are a-changin
Wikirebels
La storia delle cose
The Berlusconi Show
Signor tenente
The Times They are changin'
Pensa
Cavaliere nero
Esoteric Agenda
Why we fight
Mafia e immigrazione
Vasco Day
Noam Chomsky - Il mito dei media liberi
Loose change
RAI per una notte
Alzando gli occhi al cielo
L'incidente di Chernobyl
Deconstructing Foxconn
Le proprietà di Berlusconi
Capitalism: a love story
Surplus: Terrorized Into Being Consumers
57 giorni a Palermo - La scorta di Borsellino
Kymatica
Eroe
La dittatura del sorriso
Libia - Ricordando Mo
Schiavi del calcio
Legalize the premier
La storia dell'elettronica
La Storia dell'Acqua in Bottiglia
Destino Final
Paolo Borsellino – L’intervista nascosta
Sheep
Sistema di creazione del debito
Il Mio Nome è Mai Più
Il libro in una mano, la bomba nell'altra
Sua maestà Silvio Berlusconi
Tecnologia del consenso
G-Gate - Genova 2001
Le dame e il Cavaliere
This Land Is Your Land
I cento passi
Cose nostre: per la legalità
La provincia di Avellino 1980
Roxy bar TV
La quinta mafia
Diario del saccheggio
Politicamente Scorretto 2011
Todo cambia
 
Home Politica Una società disordinata ed individualista

( 0 Voti ) FeaturedPopular
Modifica dimensione carattere:
Articoli - Politica

URL breve per questo articolo: http://is.gd/SAKPe0

Noi siamo da secoli/calpesti, derisi/perché non siam popolo/ perché siam divisi ...” così recita il nostro inno nazionale.  E’ forse nella storia d’Italia che van ricercate le fonti di quell’individualismo eccessivo, di quella mancanza del senso dello Stato, di quel menefreghismo riguardo alla “cosa pubblica” e al “bene comune” che ci contraddistingue rispetto ad altri popoli e ad altre nazioni. Essendo state sfruttate per secoli da questo o da quel governo straniero, eccettuato il Piemonte sabaudo, le varie popolazioni della penisola hanno imparato egregiamente ad adeguarsi al sistema, hanno cioè elaborato nel tempo quell’“arte dell’arrangiarsi” (“Franza o Spagna/basta che se magna”)  che ha loro permesso di passare senza troppi danni  attraverso tante bufere e di sopravvivere alla bene-meglio (nonostante le raccomandazioni di Santa Romana Chiesa) fregando il prossimo e lo Stato-padrone.  Sostanzialmente mantenendo sempre l’atteggiamento del servo furbo e imbroglione, che cerca di aggirare allegramente leggi e balzelli imposti da governi che fondamentalmente sente come estranei e ostili.  Governi che finora sono stati volentieri al gioco, con connivenze e favoritismi assurdi e immotivati per ingraziarsi il “popolo-bue”. 
Ma alla fine il giochino si è rotto, ed ora che siamo entrati in Europa, e con un’unica moneta, i nodi vengono al pettine.  Dopo 10 anni di Euro che ci ha avvantaggiati evitandoci continue svalutazioni, i nostri partners europei ci hanno capiti ed hanno chiaramente manifestato di non essere più disposti a tollerare ulteriormente i danni che col nostro allegro comportamento a tutti arrechiamo.
E qui sta il dilemma: con la mentalità diffusa che ci ritroviamo saremo capaci di adeguarci ai comportamenti “virtuosi” (si fa per dire, comunque eticamente migliori dei nostri) delle Nazioni del Nord e della Media Europa, per esempio della Germania che ha ridotto gli stipendi dei salariati anche nel pubblico impiego senza proteste da parte delle categorie interessate per salvare l’economia del paese?  Non lo credo proprio, visto che qui da noi appena si tenta di togliere qualche privilegio storico, anche se anacronistico e assurdo, subito si assiste ad una levata di scudi col rischio o di far cadere il Governo o, per il quieto vivere, di lasciar tutto come prima.   Alludo alle “liberalizzazioni” che il Governo dei tecnici cerca faticosamente di portare avanti tra le opposizioni e i “distinguo” avanzate dalle parti interessate, dalle lobbies e dai partiti che le sostengono.  Così non si può andare avanti, dovremmo tutti darci una regolata soprattutto in un momento così difficile come quello in cui oggi il Paese si trova.  Se ne va della nostra reputazione, della nostra credibilità, e direi anche della nostra “salvezza”.
E le liberalizzazioni rischiano di trasformarsi nell’ennesima “pochade”, aumentando la confusione ed il disordine a causa della moltiplicazione dei soggetti interessati e del prevedibile aumento della litigiosità, con  una concorrenza sleale difficilmente controllabile che sicuramente non produrrà i frutti sperati (cioè  diminuzione dei costi per i consumatori) ma solo qualche migliaia di posti di lavoro in più (il che non risolverà che in minima parte il problema della disoccupazione).
La verità è che nessuno vuol fare sacrifici, e forse non ne ha tutti i torti; infatti c’è da chiedersi perché non si è cominciato col ridimensionamento degli emolumenti dei nostri governanti e politici ad ogni livello, nonché dei tanti managers pubblici e privati che percepiscono stipendi eccessivamente elevati (soprattutto se rapportati al loro rendimento effettivo): forse così i sacrifici richiesti a certe altre categorie sarebbero stati più credibili, più accetti e meno indigesti.
Concludo esprimendo il mio “pessimismo razionale” rispetto ad una qualche possibilità di uscita dalla crisi attuale, in quanto mi sembra impossibile far cambiare in poco tempo agli Italiani questo inveterato e distorto atteggiamento mentale che fa loro privilegiare l’interesse “particulare” rispetto a quello generale, cioè a quello della “polis”, della collettività, che in ultima analisi comprende anche gli interessi particolari di ognuno di noi.   Ma vai a fargliela capire !

 

Varese, 18/01/2012                                                                         Giovanni Dotti

 
Articoli collegatiUltimi articoli

Scarica l'applicazione gratuita da Ovi Store

 Passione Avellino

Sky - Chiedi il confronto

Iscriviti alla Newsletter


Ricevi HTML?

Opinione Irpina for Android

Prossimi appuntamenti

MAR
30

30.03.2012 21:00 - 01.06.2012 01:30
VENERDÌ LIVE SHOW AL MEGUSTA CON TODA GIOIA

MAG
18

18.05.2012 12:00 - 06.06.2012 00:00
PROMOZIONE 4 CD=20 EURO(tutti i generi musicali con spedizione gratuita)

MAG
18

18.05.2012 17:00 - 20.05.2012 23:45
ESERCITAZIONE DI PROTEZIONE CIVILE

MAG
18

18.05.2012 20:30 - 25.05.2012 22:00
CORSO DI TAI CHI ad Avellino

MAG
19

19.05.2012
Evento per sostenere Stefania Pellecchia Ragazza n.10

MAG
19

19.05.2012 09:00 - 12:00
***MEDIOEVO IN IRPINIA***

MAG
19

19.05.2012 09:00 - 20.05.2012 21:30
BIMBO DAYS - La Fiera Evento interamente dedicata ai bambini 19-20 maggio ARIANO IRPINO con Cristina D'Avena in Concerto

MAG
19

19.05.2012 09:00 - 20.05.2012 18:00
Workshop LAYERS a cura di Ualuba.org

MAG
19

19.05.2012 17:30 - 20:30
"Il sapore del miele di castagno"

MAG
19

19.05.2012 21:00 - 00:00
SAGRA DEL BACCALA' CON TONUCCIO E LA miniBFOLK BAND

Totale Downloads
2,999
Odio bianco
Ultimi Pensieri & Citazioni

1. E' normale che esista la paura, in ogni uomo, l'importante è che sia accompagnata dal coraggio. Non bisogna lasciarsi sopraffare dalla paura, altrimenti diventa un ostacolo che impedisce di andare avanti.

Paolo Borsellino

2. Nel tempo dell'inganno universale dire la verità è un atto rivoluzionario.

George Orwell

3. Questo è il nuovo meccanismo della censura, porre mille difficoltà alla realizzazione di un progetto, ma nell'ombra, in sedi il cui accesso è riservato a pochi, a persone coinvolte, che hanno tutto da perdere a mostrare i meccanismi e poco o nulla da guadagnare.

Roberto Saviano

Canale Youtube di Opinione IrpinaOpinione Irpina su Identi.ca

Seguimi su Facebook

Seguimi su LiquidaOpinione Irpina su Twitter

seguimi su Fai Informazione

Opinione Irpina su FriendFeed

Moma & Momo Design