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Non si può provare altro che irritazione alle notizie di politici che utilizzano fondi pubblici o adottano scelte politiche come scambi per atti della loro vita privata.
Per il resto, di ciò che fanno i politici nel loro tempo libero francamente non mi frega un granché, così come dei loro gusti sessuali.
Da questo punto di vista capisco l'indignazione di molti sulle intercettazioni selvaggiamente pubblicate sui giornali.
Voler lucrare su tale sdegno per azzerare le intercettazioni come strumento di indagine è però inaccettabile.
Tralasciando il problema della durata (comunque non meno grave), il passaggio dalla dicitura "gravi indizi di reato" a quella di "evidenti indizi di colpevolezza" non è cosa da poco.
Per dirla in breve, la procedura di inizio delle intercettazioni potrà avvenire non quando si ha notizia del reato e si vuole ricercarne i responsabili bensì quando già se ne presume (per gravi indizi) i colpevoli.
Credo sia indubbia la contraddizione così come l'incidenza devastante che di certo avrebbe sulle indagini il disegno di legge Alfano.
Senza le intercettazioni avremmo mai saputo, ad esempio, dei "furbetti del quartierino", dello scandalo della clinica Santa Rita di Milano, di quello Telecom, della Protezione Civile, perfino di Calciopoli?




















