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Anche questa campagna referendaria è stata caratterizzata dai ragionamenti sul nulla che spesso affollano la politica italiana.
Perché si sono dovuti spendere fiumi di parole ed inchiostro per giungere all'ovvio; si sono dovute riunire Cassazione e Consulta (con tutto ciò che comporta) per giungere ad una banale conclusione: il Governo aveva provato con un espediente ad aggirare la tanto decantata sovranità popolare.
Poiché di questo si trattava, di una furberia; e a dimostrare la poca perspicacia di molti basta sottolineare che il Premier quella finezza l'aveva dichiarata.
Siamo assolutamente convinti che l'energia nucleare sia il futuro per tutto il mondo...In Italia l'accadimento giapponese - lo abbiamo visto a seguito dei sondaggi che facciamo regolarmente sull'opinione pubblica - ha spaventato ulteriormente i nostri cittadini...Se fossimo andati a quel referendum, il nucleare non sarebbe stato possibile per molti anni a seguire. Per questo il governo ha responsabilmente deciso per la moratoria...per far sì che...si che si possa tornare a un opinione pubblica consapevole della necessità di avere energia nucleare...che rappresenta...un destino ineluttabile (26 aprile 2011 - Silvio Berlusconi nella conferenza stampa seguita al vertice italo-francese a Villa Madama).
E siccome rappresentiamo anche un caso patologico di delegittimazione, la maggioranza ancora oggi insiste sulla posizione di correttezza del suo operato; come se i pareri dati dagli Organi suddetti non fossero tecnici ma di esclusiva natura politica.
Il 12 e 13 giugno è l'occasione giusta per deludere tutti questi furbetti. Andando a votare.



















